Nell’osservare le sue opere, non vedo solo delle nature morte, ma una sorta di ritratti di famiglia…
Vasi e bottiglie non sono mai semplici oggetti, ma esprimono le loro diverse personalità con forme e colori, fino ad assumerne una carica espressiva e totemica.
Come ritratti di famiglia
Morandi si recava spesso nei mercatini e dai rigattieri per ampliare la sua collezione di suppellettili dai colori e forme più svariate; li sceglieva con estrema cura e poi li portava nella sua casa-atelier in via Fondazza a Bologna, dove viveva e lavorava circondato dal suo entourage di cocci, vasi e bottiglie.
Come accade a un regista, dopo aver individuato i protagonisti, fase che poteva durare giorni, procedeva con la creazione della scenografia per poi immortalare i suoi cari oggetti sulla tela.
In questa fase creativa, mi immedesimo molto e come lui ricerco gli oggetti con cui stabilisco una certa empatia, prima di procedere con la creazione dell’opera.






