Il tragitto che conduce verso Arte Sella, parco d’arte contemporanea in Val Sugana (Trentino Alto Adige) è veramente spettacolare: una fitta vegetazione di alte conifere e improvvisi picchi rocciosi che spuntano, fanno percepire la grandezza della natura e ti aspetti da un momento all’altro di vedere spuntare anche dei lupi.
Il motivo di questa escursione è la visita a uno dei parchi di arte contemporanea più belli d’Italia, una vera simbiosi tra natura e arte.
Gli artisti hanno utilizzato parte degli elementi donati dal bosco: tronchi, foglie, radici e pietre, dando vita ad a opere che vivono un’intima relazione con l’ambiente circostante.
Il percorso di Malga Costa è imperdibile, ti senti parte integrante di questo organismo “arte-natura” iniziando da una delle prime opere dal titolo “Attraversare l’anima” di Will Beckers che rappresenta il nostro stare al mondo, in una ciclicità della vita inesauribile, di nascita, metamorfosi, morte e rinascita.
Radice comune e Terzo paradiso
Procedendo nell’itinerario, un maestoso albero sdraiato sul terreno composto da un nodo centrale che lo avviluppa ti fa sentire piccolo di fronte a tanta grandezza, è l’opera “Radice comune” dell’artista Henrique Oliveira.

Terzo paradiso 
Radice comune
Nel percorso è presente anche un’opera di Michelangelo Pistoletto dal titolo “Terzo paradiso – La trincea della pace” che si trova a pochi metri da quella che fu una trincea del primo conflitto mondiale. L’Opera vuole rappresentare un terzo paradiso fiorito che nel tempo verrà forgiato dalla natura. Nel 2003 Pistoletto elabora il manifesto del Terzo paradiso, con il quale il simbolo dell’infinito viene ricodificato: tra i due cerchi contigui che identificano natura e artificio, viene inserito un terzo cerchio centrale a identificare una nuova umanità che è in grado di superare il conflitto tra natura e artificio in cui si trova oggi la nostra società. Il terzo cerchio vuole anche essere un nuovo luogo d’incontro e di convivenza, quasi come una “polis del futuro”.
Simbiosi
Un’altra opera che mi ha colpito molto è “Simbiosi” di Edoardo Tresoldi, qui la materia assente rappresentata dalla rete metallica si contrappone alla materialità della pietra locale. L’Opera sembra un’architettura non finita, una rovina che dialoga tra finito e infinito, tra mondo materiale e immateriale
Cattedrale vegetale
Giungendo verso la fine del percorso, l’apice lo si raggiunge con la “Cattedrale vegetale”(2001) di Giuliano Mauri. L’opera ha la dimensione di una vera cattedrale gotica, composta da tre navate e da ottanta colonne di rami intrecciati all’interno di ogni colonna c’è un giovane carpino, che crescerà di circa 50 cm all’anno. Tra qualche anno i rami si intrecceranno a formare degli archi come se fosse una vera cattedrale. Avvicinandoti senti provenire da una cassa armonica la musica di Max Richter che amplifica e ti avvicina, in una sorta di dialogo interiore con la natura.
Artesella, dettagli
Consiglio vivamente a tutti questo itinerario, un percorso catartico e molto emozionante.








