Nel mio girovagare per l’Italia mi ritrovai nel 2006 a Siena, città a me molto cara e che custodisce dei meravigliosi tesori dell’arte antica e in quel periodo era anche la sede di uno dei musei più all’avanguardia: il Centro d’arte contemporanea al Palazzo delle Papesse.
La stagione espositiva si apriva con una doppia personale dedicata Nari Ward e Leonardo Drew. Questo evento rappresentava un’occasione unica per conoscere l’opera dei due artisti più significativi della scena artistica black newyorkese.
Il tema cardine del loro lavoro è l’object trouvé indagato da punti di vista diversi.
Nari Ward al Centro d’Arte Contemporanea al Palazzo delle Papesse di Siena
Nel caso del giamaicano Nari Ward, l’oggetto abbandonato che l’artista incontra casualmente sul ciglio della strada o trova tra un cumulo di rifiuti, riesce a raccontare la sua forza inespressa. L’artista ridà vita agli oggetti più umili. Tutti gli oggetti prescelti vengono utilizzati nelle sue installazioni con una funzione diversa da quella originale e la trasformazione avviene per mano dell’artista-creatore che riesce a infondere nuova vita alle cose

Rimasi stupefatta al momento della scoperta, in una delle sale del quattrocentesco palazzo, nel vedere un’enorme e favoloso coniglio che arrivava fino al soffitto, composto da un’armatura di ferro ricoperta da gangli contenenti carta da macero e avvolti in buste di plastica trasparente. Mi sono sentita come Alice nel Paese delle meraviglie… anche se il fatto che il coniglio fosse composto da rifiuti non faceva certo pensare a una prospettiva favolosa.
Un’altra opera che mi colpì molto fu Silent Birdhouse dove la casa diventa uno spazio inaccessibile, non accogliente e senza protezione, come farebbe intendere il titolo che fa pensare a un luogo silenzioso, invece contraddetto dalle marmitte attaccate alle pareti esterne della casa e del tetto composto da tubi di scappamento; inoltre le case per uccelli sono piccole, invece questa è di dimensioni notevoli per la sua funzione. L’artista vuol far notare l’ambiguità dell’essere umano, come le casine per uccelli solitamente piccole e fatte a immagine e somiglianza di quelle per umani, sono un atto d’amore e di oppressione nei confronti della natura.

Nari Ward: Sun Splashed a Boston
Durante un mio viaggio a Boston fu una vera sorpresa ritrovare una mostra dedicata all’artista all’ICA (museo d’arte contemporanea), intitolata Nari Ward: Sun Splashed. L’opera che maggiormente mi ha colpito fu “We are people” un’installazione che presenta la frase di apertura della costituzione americana, composta da lacci delle scarpe tinti a mano, tutti colorati, e disponibili in diverse forme e lunghezze; ha lo scopo di evocare la diversità delle etnie di questo grande paese. L’opera rappresenta mille storie, quanti chilometri sono stati percorsi e da chi? Così come i carrelli del supermercato, i televisori e le bottiglie di plastica, raccontano storie, diventano metafore sulla nostra contemporaneità.

Ward è celebre nel mondo per la sua installazione “Amazing grace” (1993) presentata per la prima volta in una caserma abbandonata di Harlem: 280 passeggini vuoti e dismessi, raccolti per le strade del quartiere, accatastati l’uno vicino all’altro, mentre in sottofondo scorre il gospel di Mahalia Jackson, attivista per i diritti civili che intona Amazing Grace, brano scritto nel 1879 da un mercante di schiavi poi ravvedutosi.
L’inno è poi diventato popolare in tutti gli Stati Uniti durante la guerra civile (1861-1865) e poi tra gli oppositori della guerra in Vietnam negli anni sessanta. L’opera racconta un pezzo di storia dell’umanità, ma anche il nostro presente, i passeggini non ricordano solo la vita dei bambini che li hanno occupati, ma anche di tutti i senzatetto che li hanno trovati abbandonati nelle strade, e poi riutilizzati per trasportare le loro cose.

Ebbi una sorta d’illuminazione nella scoperta di uno degli artisti contemporanei che mi fecero vedere un nuovo percorso da seguire nel ritrovare gli oggetti e dare loro una seconda chance.