Robert Mapplethorpe Louise Bourgeois

Il mio incontro con Louise Bourgeois, fra memoria e ricerca psicologica

Sommario

“Quello che l’arte moderna significa è che devi continuare a trovare nuovi modi per esprimerti, per esprimere i problemi, che non ci sono modi fissi, nessun approccio fisso. Questa è una situazione dolorosa e l’arte moderna riguarda questa situazione dolorosa di non avere un modo assolutamente definito di esprimersi. ” (Louise Bourgeois)


“Mi chiamo Louise Josephine Bourgeois. Sono nata il 24 Dicembre a Parigi. Tutto il mio lavoro degli ultimi cinquant’anni, tutti miei soggetti hanno tratto ispirazione dalla mia infanzia. La mia infanzia non ha mai perso la sua magia, non ha mai perso il suo mistero e non ha mai perso il suo dramma.” (Louise Bourgeois)

L’incontro con Louise Bourgeois

L’incontro con una grande protagonista dell’arte contemporanea, Louise Bourgeois (1911-2010), fu cruciale per il mio percorso artistico.
La conobbi in occasione della sua prima grande retrospettiva del 1997, in Italia, presso la Fondazione Prada che a quei tempi aveva la sua sede in Via Fogazzaro a Milano, dove operavo all’interno dello showroom (head quarter, press office) ed ebbi la possibilità di osservare l’allestimento della mostra fin dai suoi primi passi.


Provai subito un profondo legame con questa artista, quando potei osservare dal vivo le sue installazioni. Mi colpirono in particolare i pali di acciaio dell’opera “Cell (Clothes)” (1996) su cui aveva appeso alcuni suoi vestiti, alcuni dei quali di quand’era bambina; e poi le opere Couple, The Couple II e Single III, feticci di figure umane a grandezza naturale, realizzati con stracci

L’influenza di Louise Bourgeois sulla mia arte

Louise Bourgeois affronta temi profondi come la memoria e la ricerca psicologica sull’inconscio. Questa sua ricerca e il suo modo di raccontare/esternare, furono per me fonte di grande interesse e mi aprirono nuove strade da percorrere.
L’impegno a scarnificare, ad andare all’essenziale, a trovare gli oggetti totemici, mi spinse a scavare in profondità anche nella mia vita e a indagare la mia complessa infanzia.


Subito dopo la nascita fui affidata alla zia materna e sono cresciuta lontano dalla mia famiglia d’origine. Ho passato lunghe ore in solitudine a contemplare i miei giochi e a scrutare i particolari di un’esistenza in cui colmavo il silenzio con la fantasia, immaginando altri mondi possibili e ricreandoli con panni, pizzi e altri ornamenti.
Avevo attorno a me un mondo fatto di oggetti speciali, grazie anche a zia Rosa, che era disegnatrice e maestra di ricamo, e a mio padre, che era pittore e scultore e da cui ho ereditato l’amore per la materia che si fa forma.

Credits:
• La foto di copertina è presa da una serie di ritratti di Louise Bourgeois realizzati dal fotografo Robert Mapplethorpe nel 1982
• Le immagini delle mostra sono riprese dalle pagine dedicate alla mostra nel sito di Fondazione Prada: https://www.fondazioneprada.org/project/louise-bourgeois-2/

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