Donatella Tassone, "Topolina"

Donatella Tassone: la mia arte, fatta di paesaggi, viaggi e personaggi.

Sommario

Nel mio “operare” sono come una viandante, sempre alla ricerca di strade percorribili e che sente il bisogno di conoscere nuovi mondi.
Tutto ebbe inizio da una discarica, dove vidi una distesa sterminata di computer, monitor e varie componentistiche elettriche che mi fecero pensare a paesaggi, città nate dallo scarto.
Tutto quello che poteva essere considerato un rifiuto ormai inutilizzabile e privo di valore, poteva prendere una nuova forma e tornare a far parte del ciclo della vita, in modo da poter aver una sorta di nuova esistenza.

Paesaggi, viaggi e personaggi

Inizialmente pensai a queste città come scorci di periferia, frugando tra i ricordi di viaggi in paesi lontani dall’oriente all’occidente. L’India fu il mio primo grande viaggio (avevo 19 anni), fuori dai confini europei. Paese indimenticabile, per certi versi magico e dai mille contrasti, mi rimasero impresse in particolare quelle periferie formate da bidonville delle grandi megalopoli, tipo Bombay (Mumbay).


Mi piace inoltre ricreare una sorta di paesaggi mitologici, come in “Dreams 07“, dove torri di un mondo fantastico sono formate da uno scarto di ferro di una recinzione e matasse di filo trovate in una vecchia riseria che oggi è diventata il mio studio e la mia casa.

In “Tracks 07” caratteri mobili una volta usati per la stampa di giornali sono diventati parte dell’opera, dove un faro si erge solitario.

In “Dreams-14746″ un fungo di ceramica proveniente da un mercatino delle Pulci, si trasforma nell’albero della Bodhi per un piccolo Buddha, anch’esso ritrovato tra i giochi scartati.

Invece una bustina di tè si trasforma in piramide trasparente di una città del futuro, mentre grosse batterie diventano dei containers e connettori elettrici dei grattacieli.

Ad animare questi ambienti ci sono a volte piccoli personaggi , più o meno noti: Topolino, Topolina, Pinocchio, Paperino, bamboline con la testa di fragola e molti altri, anche loro hanno avuto una sorta di “reincarnazione”, diventando i protagonisti delle opere e parte integrante con il paesaggio.

Come lavoro

Il mio lavoro si svolge in diversi passaggi.

Il primo step del mio lavoro consiste nel creare su tavole di compensato sculture polimateriche, utilizzando plastiline, acrilici, stoffe, bustine di tè e diversi altri materiali.

Il secondo step consiste nel fotografare da diversi punti di vista, traendone uno o più scorci interessanti al mio sguardo.
L’opera finale viene stampata su tela o cartoncino, partendo da grandi formati (90 x 120 cm.)in modo da trasformare i miei piccoli paesaggi in macrocosmi.

Continuiamo assieme questo viaggio?
Puoi vedere il mio portfolio, oppure seguirmi nei miei canali social.