Chen Zen 05 Purification room

Chen Zen: la sua arte e il dualismo oriente/occidente

Sommario

Finalmente, il 1 maggio 2020, alla riapertura dopo il primo lockdown, ho avuto modo di conoscere l’opera del grande artista contemporaneo Chen Zhen visitando la mostra “Short circuits” all’Hangar Bicocca a Milano.
Le sue opere riescono a toccare le corde dell’anima facendo leva sul dualismo fra il pensiero orientale, sua cultura d’origine, e quello occidentale, la sua vita vissuta tra Parigi e New York.

La dialettica nell’arte di Chen Zen

La dialettica tra il mondo artigianale, cinese, e il mondo della produzione, l’occidente è il motore della sua creatività. Lo Yin e lo Yang, il passato e il presente. 

L’intera produzione di Chen Zen è segnata dalla sua vicenda personale, all’età di venticinque anni gli venne diagnosticata una malattia autoimmune. Colpito profondamente dalla notizia passò tre mesi in Tibet in un monastero Buddhista conducendo una vita semplice e spirituale con i monaci.

Le mie impressioni sulla mostra “Short circuits” all’Hangar Bicocca a Milan

Jue Chang, Dancing Body – Drumming Mind (The last Song)

Ju Chang dancing Body druming mind particolare

La mostra ha inizio con l’installazione: “Jue Chang, Dancing Body – Drumming Mind (The last Song), composta da sedie sgabelli e letti recuperati e ricoperti da pelli di vacca.

La complessa installazione richiama un grande strumento a percussione realizzata con oggetti provenienti da luoghi e contesti differenti che l’artista chiama “installazione relazionale”, perché mette in atto delle relazioni di trasformazione sia tra gli oggetti che tra gli esseri umani. 

Nella serata iniziale è stata effettuata una performance con ballerini percussionisti; il corpo costituiva un elemento essenziale dove il suono che ne scaturiva rimandava a una dimensione ancestrale, intimista e spirituale.

Perseverance of Regeneration, 1999

Chen Zen - Perseverance of Regeneration

Procedendo nel percorso, con l’opera “Perseverance of Regeneration” 1999, Chen Zhen indaga il rapporto tra natura e i comportamenti consumistici dovuti alla globalizzazione.

Un rottame di automobile è visto come un corpo invaso da migliaia di macchinine giocattolo; è il prezzo del progresso che la Cina paga per l’eccessiva industrializzazione che ha portato a cambiamenti inesorabili nel corso del Novecento.

Gli elementi che compongono quest’opera, rappresentano un concetto centrale nella poetica dell’artista: con la scelta di oggetti ordinari o scartati egli dà una seconda vita agli oggetti, una nuova materialità all’interno di contesti differenti.

Purification Room, 2000

Chen Zen 05 Purification room

Purification Room” 2000 è l’ultima opera realizzata dall’artista, prima della sua scomparsa. L’installazione è una stanza le cui pareti e tutti gli oggetti contenuti sono stati ricoperti da uno strato di argilla monocroma.

Chen Zhen utilizza un elemento naturale con l’intento di purificare gli oggetti e quindi il mondo. Questo tema è ricorrente nella pratica dell’artista che si interroga sulla possibilità di decontaminare l’uomo e il pianeta.

Six roots Enfance /Boy 2000

Mi è piaciuta in particolar modo l’opera Six roots Enfance /Boy, del 2000: il relitto di una barca, ricoperta da soldatini di plastica che richiamano le incrostazioni marine che si formano sulle imbarcazioni.

Il titolo dell’opera “Six roots” (sei radici) fa riferimento a un’espressione buddista che indica le capacità sensoriali del corpo: vista udito, olfatto, gusto, tatto e conoscenza e le mette in relazione con alcuni aspetti che contraddistinguono i diversi periodi della vita. In particolare questa è l’allegoria dell’infanzia e della giovinezza, periodo difficile e contraddittorio dell’animo umano.

Jardin-Lavoir 2000

Chen Zen 08 jardin lavoir

La mostra finisce con l’installazione molto toccante Jardin-Lavoir 2000, in cui Chen Zen ha composto un giardino meditativo composto da 11 letti trasformati in vasche d’acqua, con all’interno diversi oggetti quotidiani, come ad esempio: televisori, computer, libri, vestiti usati, utensili della cucina e giocattoli di bambini.

L’acqua cade dall’alto goccia a goccia su questi oggetti che rappresentano i feticci della nostra società contemporanea diventando simbolo di purificazione.


Questo “cortocircuito” come il titolo della mostra, fa accadere qualche cosa componendo gli opposti!

Continuiamo assieme questo viaggio?
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